Giorgio Vicentini

Sintonie.

La mia pittura
e le affinità elettive con la poesia

 

2022


Pagg. 84


ISBN 9788883366055
Euro 12,00

 

F.to cm 11,5x21

 

 

Quante volte, nella storia dell'arte, il gesto e i colori hanno incontrato parole e versi. Ci sono stati pittori poeti (Chagall) e poeti pittori (Montale), autori che hanno scritto e dipinto senza soluzione di continuità (Carlo Levi), oppure dialoghi virtuosi fra maestri di linguaggi paralleli: Baudelaire ispiratore ispirato dalle incisioni Manet o, in tempi recenti, Vittorio Sereni altra voce, altri suoni per i sogni di Enrico Della Torre.  Fra tutti, Paul Klee visse in bilico fra le sue anime diverse. Giorgio Vicentini, oggi, abbraccia e cita con saggezza questa lunga letteratura della poesia che sposa il segno. E viceversa. Lui, che traccia in punta di pennello lettere spettinate dal vento come onde giapponesi, conosce la contaminazione fra linguaggi tesi a raccontare la medesima storia. Così le parole degli autori raccolti attorno alle sue tavole ne compenetrano il senso, l'umore, il palpito. Dove finisce la poesia e inizia la pittura in immagini come «le tinte polverose», «le scie dei guardrail», «il dorato muto del giorno», «a ridosso del verde»?  [dalla prefazione di Chiara Gatti]

 

Giorgio Vicentini nasce a Varese nel 1951 e vive e lavora a Induno Olona (VA). Nel 1974, anno della sua prima mostra personale, lascia Giurisprudenza per dedicarsi interamente all'attività artistica. Formatosi a Milano, orienta la sua ricerca in ambito concettuale, scegliendo poi un linguaggio autonomo basato sul colore. Conduce i laboratori di storia dell’arte al corso di laurea in Scienze della Formazione e nel Master universitario in Servizi educativi per il patrimonio artistico, dei musei storici e di arti visive presso l'Università Cattolica di Milano, LAC edu Lugano e Giovani Pensatori Varese. Sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private in Italia e all'estero.