Le poesie della settimana

da Itinerari di Francesco Osti

 

Il centro della terra, il frastuono delle rocce nei setacci; mai una volta che il nucleo si fonda, invece si scinde instancabilmente con l’eterno movimento degli organi. Passo per passo, ora per ora, mentre il giorno si crea, alla cava tutto si frantuma.

 

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Lungo i sentieri verso gli eremi, cartelli avvolti nell’edera invitano al silenzio. Ugualmente in questa rumorosa solitudine, perché si compia il suffragio universale.

 

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Risalgo anch’io un argine e mi areno con le chiatte, nell’erba; pensavo proseguisse il passaggio verso il vanificarsi del peccato: dove tutto è scontato… ripeto: oltrepassato, dimenticato…

 

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La polvere s’invischia dappertutto con un sentimento senza tempo; mentre il ritmo si perde, o meglio si slabbra oltre un vago perimetro di campi, dove l’onda del granoturco s’impregna, si piega e desertifica.

 

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Prima di sparire, chi compra passa alla pesa, all’ufficio rappreso lungo un filo di ferro; quando la porta si apre, intravedo la segretaria e tutte le sue migliori intenzioni.