Giulia Cagnacci, giornalista per decenni, ci offre in questo I particolari, in cronaca un’opera (prima) coerente, ma mossa, sia sul piano tematico che su quello delle scelte espressive. Organizza il testo in una sorta di libera ricognizione del vissuto, con una struttura articolata ma molto organica, mettendo in scena elementi di una realtà vitalmente caratterizzata da contrasti interni, avvertibili nello scorrere del tempo.
Ecco allora, nei diversi capitoli, muoversi personaggi riaffioranti dalla memoria, ecco il notevole apparire anche di antiche umane immagini con figure emergenti da foto. Un itinerario romanzesco, dunque, con il determinante contrasto tra infanzia e vecchiaia e la presenza sottolineata (con tocco discreto) di bambini, fino al «capolinea» della vita,
all’arrivo di personaggi – di presumibile provenienza autobiografica – in RSA…
Un percorso segmentato offertoci in una varietà di ambientazioni e città, in cui si può notare la delicata e sensibile ricostruzione dell’esperienza vissuta, con passaggi da situazioni di amabile freschezza a stacchi di negatività fulminea, in un efficace alternarsi di luce e di buio.
Giulia Cagnacci nasce a Roma nel 1959 ma cresce e studia a Milano (Lettere alla Statale e Arabo all’Ismeo, l’Istituto per il Medio e l’Estremo Oriente voluto da Gentile in odore d’impero coloniale, dove incontra l’uomo della sua vita).
Giornalista professionista dal 1985, lavora come interna al quotidiano milanese del pomeriggio «La Notte», prevalentemente in cronaca (ma scrive anche oroscopi e previsioni del tempo), e poi in Mondadori, a «Tv Sorrisi e Canzoni». I particolari, in cronaca è il suo primo lavoro, ma ha carburato a lungo, imparando a leggere non le parole, bensì dentro le parole, in prima media, quando mamma Alberta, quindici anni di reportage sulla più che militante rivista «Noi Donne», le ha messo in mano Il Gattopardo, senza un commento. Mezzo secolo dopo, non ha ancora smesso d’incantarsi.









